Wordpress per l’iPhone?

June 26th, 2009

Da un po’ l’avevo installato sull’iPhone, era rimasto lì nella seconda o terza schermata.
Gli avevo tappato sopra, impostate le informazioni per questo blog. Purtroppo qualcosa era andato storto e non c’era verso di farlo collegare.

Un pialla-e-installa sembra aver sciolto i nodi che lo avevano fermato e, se questo articolo compare in homepage, sarà la conferma che tutto è andato al punto.

Eccoci, pare proprio aver funzionato. Se vi interessa lo trovate qui.

Voglio decidere io.

June 20th, 2009

Da un po’ di tempo bolle in pentola. Ho già condiviso questi pensieri con alcuni amici. Oggi li carico sull’unità di back-up.

Sulle cose che mi riguardano. Fintantoché non si riflettono sulla vita degli altri, specialmente se in modo negativo.
Sulle questioni strettamente personali, come la mia vita e la mia morte -e sottolineo mia- voglio decidere io.

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Strati di pensiero

May 21st, 2009

Pare un gioco di parole ma “non ci avevo mai pensato”. Sembra uno scherzo ma non lo è.

Sicuramente fior di filosofi, sociologi… metti qui la ics… ne hanno già parlato; hanno già ragionato ed hanno redatto fior di relazioni.

L’altro giorno stavo guidando verso casa; la strada scorre, il neurone dedica la sola suffciente attenzione a tenere la macchina in strada mentre le altre risorse sono libere di affaccendarsi in altre faccende. Mi viene in mente il mio babbo: alcune veloci immagini si sovrappongono al panorama, germogliano altri rami che si inarcano ora di qua ora di là…

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Ah! Il casco…

May 9th, 2009

La corriera ci porta a Ostersund, la strada si svolge con piacevoli saliscendi voltando ora a destra ora a sinistra tra i boschi, i prati e le poche costruzioni. Passa un gruppo di tre motociclisti sulle loro custom.

Harley? Mah! Penso alla mia, in garage in Italia. Al gusto di scorrere su questo asfalto.

Un pensiero mi disturba: il casco.

Non è la stessa cosa percepire l’ambiente che mi circonda con la cornice della visiera e del casco. Il piacere di girare gli occhi e non avere il contorno della plastica nera. Qui, in alcuni momenti di qusti giorni mi sembrava di non avere occhi abbastanza per raccogliere le impressioni del mio intorno.

Piano: per godere della luce.
Piano: per godere dei suoni.
Piano: per godere degli odori.

Okay. Saddìddandà? Metto il casco; lo allaccio; si parte.

Impressioni svedesi

May 9th, 2009

Case. Strane nella loro normalità; a me sembrano strane. L’impressione è che siano case di un altra parte del mondo, Austria, Slovenia… spiantate da là e ripiantate qui.

Disabitato? No: pulito. Il primo giorno abbiamo fatto scalo all’aeroporto di Arlanda. Prima di cena ho fatto due passi. Le costruzioni sono distanti tra loro, i giardini sono ordinati, le strade sono pulite. Si, pulite.

Ordinato. Non c’è una carta a terra, un cestino fuori posto. In albergo ad Åre ho fatto fatica a trovarli, i cestini, tanto erano curati e ben inseriti nel resto. Pulito quasi da fare l’impressione di una città fantasma, pulita prima di partire per un’altra destinazione. Abituato alle nostre città italiane che, per pulite che siano, qualche carta in terra ce l’hanno, avverto qualcosa di strano.

Ordinato./2  Anche gli alberi sono ordinati, crescono nella loro casualità ordinata. Sto rientrando in corriera verso Ostersund, i boschi ai lati della strada scorrono via ordinati. Allineati e coperti.

Risveglio ad Arlanda

April 25th, 2009

Arlanda, Svezia. Aeroporto ad una quarantina di chilometri da Stoccolma. Ne ho visto poco a parte il Connect Hotel ed un centro commerciale ma, pur da questo poco, è evidente l’ordine, la cura e l’attenzione per quello che è intorno.

Strade pulite, persone che parlano una lingua strana ma molto gentili. Fanno pure passare i pedoni sulle strisce!

La cosa che ho notato questa mattina è la luce. L’alba a queste latitudini è arrivata presto, ma la luce non è stata invadente, anzi. Morbida e soffice, tiepida, luminosa ma non al punto da far socchiudere gli occhi. Ecco, direi “gentile”.

FacciaLibro/1

January 7th, 2009

FacciaLibro è famoso di suo; è un curioso fenomeno di cui hanno parlato anche nei telegiornali. Mi ha fatto passare piacevolmente diversi quarti d’ora di alcune lunghe giornate in ufficio.

Ho riincontrato persone, amici che altrimenti non avevo occasione. Petizioni, gruppi e club. Io sono tuo amico, tu sei mio amico. Lui non lo conosco, ma visto che è amico di un tuo amico, allora, è anche mio amico: ecco.
E vuoi che in questo guazzabuglio non ci sia la corporazione… hem, il Gruppo, degli Ingegneri?

Due oggetti collegati al gruppo m’hanno fatto sorridere. Li copio-incollo qui di seguito che non sono riuscito a trovare un link alla pagina. Se li travate, fatemi sapere che li sistemo.

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Grazie. Buon lavoro.

November 17th, 2008

Questo è a pieno titolo IMHO, anzi è IMVHO dove la “V” sta per very – molto.

Alle due affermazioni nel titolo associo istintivamente i termini default e convenzionale; quest’ultimo nelle pagine della Garzanti viene definito come “2. passivamente conforme…”.

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Il giorno in più

October 28th, 2008

Questo libro è rimasto a lungo sulla libreria. Non ricordo, forse l’avevo preso per un regalo che per un qualche motivo non ha raggiunto il destinatario.

Una sera, senza molta convinzione, lo prendo dallo scaffale ed inizio a leggerlo. Leggo del protagonista che va a Parigi, inizia la sua giornata, segue i suoi pensieri e si arriva al flash-back che contiene la storia. Mi è piaciuta la storia nel suo complesso ed anche piccole frasi, camei che non mi sarei aspettato e mi hanno fatto sorridere.

Bella anche la chiusa: “E’ tanto che aspetti? – Più o meno trentacinque anni.”.

Il_giorno_in_piu Titolo Il giorno in più
Autore Fabio Volo
Prezzo EURO 11,70
Dati 287 p., tascabile
Anno 2007
Editore Mondadori
Collana Oscar bestsellers

Alla fine ho ripensato all’abitudine raccontata Marianna: “Io sottolineo i libri, a margine, per ritrovare velocemente frasi piacevoli, importanti, strane…”. Gli ultimi libri che ho sottolineato sono testi scientifici e lì per lì l’idea di sottolineare i romanzi mi ha lasciato un po’ perplesso, ma a causa di Il Giorno in Più sto rivalutando la questione.

Pensieri geografici. Neurone inceppato?

October 12th, 2008

Mah! Potrebbe anche essere. Fatto sta che ci sono alcuni punti attraversado i quali mi torna in mente il ricordo di una fatto accorso in quello stessa area. Non una cosa qualunque tra quelle occorse lì o più o meno lì ma sempre lo stesso.

Tra Tauriano e Spilimbergo, più o meno qui, sul rettilineo passate le caserme. Credo fosse Pasquetta, una giornata piovosa, su aveva nevicato e dopo lavoro stavo andando a salutare un’amica. Quando passo di lì automaticamente ricordo i pensieri, le sensazioni al contorno di quel momento.

Non molto distante da lì, solo di ca de l’aghe, l’altro punto. Quasi sempre associato anche al senso di marcia ricordo una telefonota che ho fatto ad un’altra amica che non vedevo da diverso tempo e che era appena rientrata da un viaggio in Argentina.

Mi ricordo… si mi ricordo… ce ne saranno anche altri, ma questi sono quelli che tocco molto spesso e che mi infilano in un piacevole quantuum leap.